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mar 19

Inghilterra-Irlanda 30-9

Posted on mercoledì, marzo 19, 2014 in Sport

Non importa che il torneo abbia già incoronato il vincitore. Inghilterra Irlanda è una partita che va oltre. Le lingue di fuoco si contrappongono alla pioggia che bagna Twickenham; il minuto di silenzio in ricordo di due campioni del passato scomparsi di recente, accomuna Londra a Roma e Cardiff. Si dice che il giorno di San Patrizio l’Irlanda giochi le migliori partite di sempre, vedremo.

La gara si preannuncia molto fisica; la giovane Inghilterra sfida un’Irlanda orfana di O’Driscoll e O’Connor ma ricca d’esperienza e voglia di battere i britannici in casa loro.

Parte la gara e subito Farrell punisce i verdi realizzando una punizione al terzo minuto. Al decimo minuto gran drop di Kearney da cinquanta metri che si infrange sul palo, per il resto partita di posizione, con molti raggruppamenti, qualche tentativo di fuga ed una gran pressione irlandese.

Al quarto d’ora pareggia Sexton piazzando una punizione. 3 a 3. La partita stenta a decollare, il lavoro per guadagnare terreno è più arduo, del previsto e da entrambe le parti. Gli irlandesi iniziano a manifestare un po’ d’indisciplina e a ridosso della mezz’ora, regalano a Farrell la possibilità di realizzare una punizione; non sbaglia e risultato che si sposta sul 6 a 3. Cinque minuti alla fine del primo tempo ed altro fallo irlandese, proprio sotto i pali e Farrell aggiunge altri tre punti al divario. 9 a 3. Quando mancano pochi secondi alla fine dei primi quaranta minuti e tutti hanno la testa negli spogliatoi, gli inglesi commettono una leggerezza in difesa e concedono una punizione agli avversari. Sexton punta i pali e realizza. 9 a 6 e fischio dell’arbitro. Prima frazione di gioco deludente, squadre molto concentrate nelle fasi difensive e poco aperte al gioco alla mano; il match si fossilizza nella parte centrale del campo regalando pochissime emozioni agli spettatori.

Ricomincia il secondo tempo ed il quindici della rosa sembra molto più motivato dei verdi isolani; tre minuti dopo l’inizio del secondo tempo Croft si mangia letteralmente una meta facendosi scappare la palla dalle mani proprio nel passaggio finale. Si prosegue e Farrell sfrutta una punizione confermando la sua infallibilità. 12 a 6. I ragazzi di Kidney non ci stanno ed abbozzano una reazione che frutta tre punti (Sexton al cinquantesimo). 12 a 9. Al sessantesimo l’Inghilterra arriva vicino alla meta, negata per un errore arbitrale; si riprende con una mischia ma l’Irlanda commette un fallo e regala la meta tecnica agli avversari. Farrell la trasforma. 19 a 9. Sexton e compagni sembrano lontani dalla forma migliore; inizia a creparsi la solidissima linea difensiva, si intravedono errori di distrazione, parecchi inavanti, piccoli segnali di nervosismo e la mischia non risponde più. Proprio un fallo in mischia da l’opportunità a Farrell di confermare la sua particolare propensione alla perfezione. L’infallibile non fallisce ed il tabellone si sposta sul 22 a 9. L’Inghilterra manifesta la sua superiorità schiacciando glia avversari nell’area dei ventidue, li costringe a commettere fallo e quasi li sbeffeggia. Youngs batte una punizione in velocità e marca una meta di furbizia quasi fosse un veterano. La notizia più clamorosa è l’errore di Farrell dalla piazzola, non realizza. 27 a 9. Gli irlandesi sono allo sbando, restano quattro minuti di sofferenza per limitare i danni, i bianchi non demordono e sfruttano l’ennesima punizione. Farrell segna e punteggio che si fissa sul 30 a 9. Così fino al fischio finale.

Durissima lezione per Kidney, tutto da ricostruire, tutto da rifare e morale da risollevare, lavoro impervio! L’Inghilterra dei giovani impressiona e fa ben sperare per il prossimo torneo delle sei nazioni. Prossimo appuntamento a giugno, test macth fondamentali per mantenere alta la posizione nel ranking mondiale.

Dario Liotta

mar 19

Galles Francia 16-9

Posted on mercoledì, marzo 19, 2014 in Sport

Nell’aria tutt’intorno si respira vittoria, celebrazione, aria gallese.

Il tutto esaurito del Millennium Stadium fa già capire ai galletti che la partita che celebra l’addio alla nazionale di  Julien Bonnaire e William Servat non sarà una passeggiata, i dragoni non sono disposti a concedere nulla; oggi potrebbe essere il giorno del Grand Slam!

Emozionante il momento degl’inni; quello gallese risuona così forte da stordire le anime che stanno guardando la partita dal paradiso (così vuole la leggenda).

I dragoni hanno da levarsi un sassolino dalla scarpa: la sconfitta al mondiale neo zelandese subita dalla Francia in semi finale.

Il fischio d’inizio risuona nel fragore più impressionante ed è subito rugby!

Francia concentrata e molto concreta, sfrutta la prima opportunità all’undicesimo realizzando una punizione con Parra. 0 a 3. Il Galles non ci sta ed inizia così la risalita e la dimostrazione di forza. Grande azione e meta che arriva intorno al ventesimo (realizzata). 7 a 3. Giganteggiano i dragoni rendendo i francesi quasi inoffensivi; la punizione realizzata da Halfpenny aggiunge tre punti al tabellino mentre scocca il trentesimo. 10 a 3. I futili tentativi di reazione francese accompagnano la partita verso la fine del primo tempo.

I dieci minuti del riposo passano rapidamente, le squadre rientrano in campo richiamando al posto migliaia di spettatori impegnati al rifornimento di birra!

La Francia rientra in campo con qualche minuto d’anticipo, voglio caricarsi e prepararsi alla carica. Così è! L’inizio della seconda frazione di gioco vede i transalpini dominare il gioco, spingono e trovano una punizione (realizzata). 10 a 6. Ma i gallesi sono molto concreti, arginano e ripartono; al cinquantesimo, Halfpenny, realizza una punizione da cinquanta metri e ristabilisce la distanza di sicurezza. 13 a 6. Passa il tempo e si affievolisce la grinta transalpina; Warburton e compagni crescono e confermano la loro superiorità in ogni settore del campo, sono devastanti!

La Francia insiste e guadagna tre punti realizzando una punizione al settantesimo, subito ribattuta da Halfpenny. 16 a 9 e meno di cinque minuti alla fine. Tutti in piedi, il cronometro corre inarrestabile come il sangue di ogni gallese. Le urla sospingono l’ovale fuori dal campo e l’arbitro sancisce la fine del match e l’inizio della festa!

L’euforia invade il manto erboso e travolge tutti come un’esplosione, come una valanga di gioia, di orgoglio gallese. E’ vittoria, è Grand Slam, è sei nazioni, è festa nazionale. Tutti i gallesi del mondo sono in visibilio; birra e cori fanno commuovere il Millennum Stadium e le anime gallesi che festeggiano pure in paradiso. Conquistato l’undicesimo Grand Slam, ora si punta all’Inghilterra che ne vanta ben dodici!

Dario Liotta

mar 17

Italia-Scozia 13-6

Posted on sabato, marzo 17, 2012 in Sport

Una Capitale mite e soleggiata ospita il match chiave per gli azzurri nel sei nazioni.
L’Italia di Brunel ritorna all’Olimpico di Roma con il chiaro intento di non soccombere e di dar valore ad un lavoro di gruppo che stenta a decollare. All’ingresso delle formazioni in campo ci si accorge che lo stadio è quasi del tutto pieno ed il colpo d’occhio è da pelle d’oca. Ma il brivido più grande scorre lungo tutta la schiena e lascia a bocca aperta nel momento dell’inno di Mameli, quando il popolo italico gonfia i polmoni di un’aria medioevale ed inebria l’atmosfera con il canto più bello, il canto che unisce, l’inno nazionale.
Da sottolineare il rientro di Castrogiovanni e l’ultima partita di Fabio Ongaro, che dopo una lunghissima carriera saluta la nazionale.
Inizia la gara e si percepisce da subito la grinta di Parisse e compagni; soffriamo un po’ ma i primi tre punti sono marcati da Mirko Bergamasco al decimo del primo tempo. 3 a 0. Ispidi e fieri gli scozzesi iniziano a costruire la loro reazione, sempre ben arginata dagli azzurri che commettono sempre il solito errore: non centrano i pali su punizione. La partita sembra rispecchiare la predizione di Andy Robinson (ct Scozia) prima del match: “Sarà sicuramente una partita molto fisica contro l’Italia, che è una squadra molto fisica: proveremo molto l’offload. Vincere le collisioni e avere equilibrio, poi quando sarà il momento di calciare lo faremo”. Infatti la Scozia pareggia piazzando l’unica occasione concessa, una punizione alla mezzora. La partita si fa via via sempre più nervosa, tanto che al trentottesimo viene ammonito Nick de Luca (Scozia) e di fatto si conclude la prima frazione di gioco. La speranza è di vedere un’Italia agguerrita ma sopratutto concreta, finalizzare l’enorme mole di gioco sciorinata sin ora.
Inizia il secondo tempo e l’Italia stupisce tutti! Abbassa la testa ed attacca come mai ha fatto, spinge, accelera, scambia e lancia Venditti oltre la linea dei sogni, la linea che rende immortale chiunque riesca a varcarla, la linea di meta!!! Due minuti e siamo 10 a 3; ora bisogna mantenere alta la concentrazione. Tre minuti dopo Laidlaw non centra i pali e permette all’Italia di ripartire. Burton sembra in grande forma ed i suoi calci aiutano gli azzurri a salire il campo ed a mettere sempre più pressione al quindici del cardo. Peccato per i soliti errori in attacco! Il pubblico riscalda ancora una volta i cuori dei giocatori e sorreggono l’attacco azzurro. Al cinquantacinquesimo altro cartellino giallo per la Scozia (Hamilton). Un minuto dopo il momento più commovente della gara, esce per l’ultima volta Fabio Ongaro e l’Olimpico si alza per regalare una vera e propria standing ovation che segna il volto del campione azzurro sottoforma di lacrime.
La partita deve proseguire, Castrogiovanni esagera e regala tre punti agli avversari. 10 a 6.
Allo scoccare del sessantacinquesimo, Zanni si fa prendere la mano e si becca un giallo che potrebbe destabilizzare l’equilibrio in campo. Contemporaneamente esce dal campo Castrogiovanni.
Mancano ancora dieci minuti e pure Canale abbandona il campo e piano piano si riassetta una formazione azzurra molto giovane. Il sogno di Brunel sembra avverarsi; pochi “senatori” e molti giovani! Parisse guida egregiamente una squadra che deve dimostrare di saper vincere, di aver maturità e di voler crescere. Il tempo scorre e la partita staziona a centro campo, pochi tentativi di sfondamento da entrambe le parti. Tre minuti alla fine e Burton realizza un drop tecnicamente perfetto! 13 a 6 e scozzesi in evidente stato confusionale, ubriacati pure dall’assordante urlo dell’Olimpico “Italia, Italia”.
Ottantesimo e fischio finale dell’arbitro. L’urlo si libera e la gioia cancella l’amarezza di un sei nazioni non certo brillante! Ma che importa, quello che abbiamo visto oggi si potrebbe definire come “speranza e certezza”. La speranza di veder crescere sempre più giovani e la certezza di una crescita oggettiva.
Torneo salvato, cucchiaio di legno alla Scozia e Brunel soddisfatto; questo è un ottimo punto di partenza per costruire il prossimo sei nazioni e chissà…

Dario Liotta

mar 15

I giovani leoni granata continuano a crescere

Posted on giovedì, marzo 15, 2012 in Sport

Il terzo concentramento inizia con il naso all’insù, tutti apprensivi per l’allerta meteo che incombe sulla costa jonico-etnea. Ma il rugby è sfida pura, sfida impavida e sempre a testa alta, sfida leale e genuina, sfida continua contro amministrazioni troppo distratte e sfida alle condizioni meteorologiche. I rugbysti sono sempre pronti e sempre disposti a dare sostegno.

Il rumore dei tacchetti che esce dagli spogliatoi, il pomeriggio uggioso ed il vento da rugby introducono l’inizio del terzo concentramento provinciale ed il via alle partite. Ad ospitare l’evento è nuovamente il Santa Maria Goretti di Catania, cornice storica del rugby isolano; si fronteggiano le sezioni under 12 dell’A.S.D. Acireale Rugby, del C.U.S. Catania, dell’U.R.CA. e della Pestalozzi di Catania.

Ragazzi e ragazze carichi di grinta e voglia di divertirsi, accompagnati da genitori sempre più coinvolti nella vita sportiva delle società e dei loro figli. Ragazzi e ragazze pronti a lanciarsi alla conquista della palla in ogni situazione e contro chiunque, pronti a dare sostegno ai compagni di squadra ed attenti alle indicazioni degli allenatori.

Guardando i loro occhi si resta inebriati dell’essenza più bella, la purezza! Puri nei loro gesti, puri nella loro grinta, puri nel fronteggiarsi, puri nel rispettare le regole e puri nell’accogliere i suggerimenti. Purezza da coltivare e conservare, lavoro non facile ma ben portato avanti dagli educatori/allenatori, sempre attenti e sempre pronti a dimostrare il loro supporto. Ragazzi che, indolenziti ed infreddoliti, non risparmiano parole di rassicurazione ai genitori attoniti ad ogni scontro; tutto sempre con il sorriso sulle labbra, belli e desiderosi di avanzare sino alla meta, oltrepassarla, schiacciare la palla a terra e sentirsi addosso tutti i compagni. Vedere i genitori in visibilio dinanzi a questo spettacolo è un emozione impagabile!

Per spiegar meglio lo spirito che si vive nei concentramenti, voglio riportarvi un piccolo dialogo che ho captato ieri alla fine del torneo fra un dirigente federale ed un ragazzo dell’U.R.CA.: il ragazzo chiede: “Ma se l’Acireale pareggia chi vince il torneo?” e il dirigente replica:”Tu ti sei divertito? Ti sei stancato? Hai giocato?” “Si!” “Questa è la cosa più importante! Avete vinto tutti!”.

Questo è rugby!

Risultati dell’A.S.D. Acireale Rugby:

A.S.D. Acireale Rugby- U.R.CA. mete 2-2

A.S.D. Acireale Rugby- Pestalozzi Ct mete 2-2

A.S.D. Acireale Rugby- C.U.S. Ct mete 2-3

Dario Liotta

mar 15

Francia-Inghilterra 22-24

Posted on giovedì, marzo 15, 2012 in Sport

Ed ecco l’Inghilterra che non ti aspetti, l’Inghilterra mai doma.

La gara vede dinanzi due possibili contendenti alla vittoria finale, ma entrambe consapevoli della grande annata che sta accompagnando il Galles alla conquista del sei nazione 2012.

Si parte subito di quinta, con i galletti impressionanti per veemenza e pressione, cercano di dettare il ritmo della partita e sembrano riuscirci. Il primo colpo di scena arriva al tredicesimo, quanto Tuilagi schiaccia in meta una palla intercettata sessanta metri prima. Farrell realizza per il momentaneo 0 a 7. I padroni di casa non ci stanno, reagiscono, guadagnano e trasformano una punizione che li porta sul 3 a 7. Neanche il tempo di rimboccarsi le maniche che Foden si ritrova tutto solo aldilà della linea di meta francese e segna la meta che Farrell realizza. 3 a 14. Il ritmo è devastante, siamo al ventesimo e si ha l’impressione di aver vissuto una partita intera. I blues cercano di ritrovare il bandolo della matassa e trasformano due punizioni utili a limitare i danni e chiudere il primo tempo sul 9 a 14.

I francesi rientrano con la chiara intenzione di ribaltare la situazione, vogliono dimostrare che sono loro i padroni di casa; inizia così la seconda frazione di gioco. La grinta transalpina è eccessiva e Farrell ringrazia trasformando una punizione da quasi quaranta metri. 9 a 17 e galletti quasi cotti! Il gioco si fa sempre più duro e la proverbiale indisciplina anglosassone si manifesta al cinquantatreesimo, quando Sharples si becca un cartellino giallo per in avanti volontario. I transalpini suonano la carica, vedono una spiraglio e iniziano l’assalto. L’Inghilterra tiene bene, ma concede due punizioni (entrambe trasformate) che portano il risultato sul 15 a 17. La parità numerica si è già ristabilita ed il quindici della rosa non vuole cedere nulla agli avversari, intuiscono la criticità del momento e riescono a marcare la terza meta sfiancando i blues. 15 a 24. Siamo ben oltre il settantesimo e tutto lascia intuire ad un mesto finale di partita, ma la smentita è presto servita. Fofana si lancia sull’out di destra e realizza una splendida meta, Parra realizza e partita riaperta a meno di quattro minuti dalla fine. 22 a 24.

Fasi finali concitatissime; lo Stade de France segue in piedi ed in silenzio l’azione più lunga della partita, l’azione che potrebbe regalare la vittoria ai francesi. Avanzamento perfetto, piattaforma perfetta, Trinh-Duc pronto al drop, la palla arriva, parte il calcio ma la palla non riesce a superare i pali! Il triplice fischio risuona nel silenzio più assordante di sempre, l’Inghilterra espugna Parigi e spegne ogni velleità transalpina. Le due compagini hanno dato vita ad una partita che entrerà negli annali del torneo più vecchio del mondo, hanno onorato fino alla fine il match lottando come pochi sanno fare e regalando agli spettatori emozioni da cardiopalma.

L’Inghilterra si ritrova a sperare nella conquista del titolo, anche se servirebbe davvero un miracolo! Unica nota dolente, i larghi spazi vuoti sugli spalti.

Dario Liotta